Tip-Off

Tip-Off | Stefano Scafaro

21.02.2019

Giunge al terzo appuntamento la rubrica Tip-Off che questo giovedì vede protagonista il gigante di 205 cm del Basket Club Cerignola, Stefano Scafaro. Nativo di Napoli, classe ’92, è stato uno degli ultimi colpi del DS Guadagni per l’ambizioso progetto della formazione ofantina. Nonostante la giovane età, il pivot campano vanta diverse esperienze tra Serie B e Serie C oltre ad un titolo di campione d’Italia a livello giovanile con la Scavolini Pesaro.

 

- Ciao Stefano, come è nata la tua passione per la pallacanestro?

La mia passione per la pallacanestro è nata un po’ per caso. Un giorno ero in ufficio con mio padre, che purtroppo non c’è più e un suo collega notò la mia altezza e mi introdusse un po’ in questo mondo, che poi è diventata una delle mie passioni più grandi. Ho lasciato casa all’età di 13 anni per andare a giocare  a Casalpusterlengo, da allora non ho mai più fatto ritorno a casa e ho continuato a girare per lo stivale intero”.

 

- Qual è la partita che ricordi con più emozione?

“La partita che non dimenticherò mai è la finale scudetto nella Scavolini Pesaro contro la Monte Paschi Siena. Vincemmo di un punto grazie ad un tap-in di un mio compagno allo scadere del tempo. Sono emozioni difficili da dimenticare".

 

- Oltre al Basket segui altri sport? Sei tifoso di qualche squadra in particolare?

“Seguo il calcio in maniera particolare e poi, soprattutto, tifo il Napoli. La squadra della mia città”.

 

- Con quali dei tuoi compagni di squadra hai legato di più?

“Ho sempre legato con tutti i miei compagni di squadra, ma quest’anno ho un particolare legame con Potì e Pirrone. Due ragazzi eccezionali”.

 

- Come è nato l’accordo con il Cerignola e come sono stati i primi giorni in città?

“Mi trovavo a Capri per lavoro, quando mi arrivano le chiamate di Stefano Potì e del DS VincenzoGuadagni che mi illustrarono questo progetto e sono stato contento di accettare la proposta. I primi giorni in città sono stati belli, mi sono trovato da subito bene, poi d’altronde siamo al sud, quindi come non trovarsi bene”.

 

- Chi ti ha impressionato di più nel roster attuale?

“Mi hanno impressionato tanto Darius e Donatas (Gvezdauskas e Jonikas, ndr) che stimo tantissimo sia come giocatori che come compagni di squadra”.

 

- Come mai hai scelto il numero 16?

“Ho scelto il numero 16 per il grande significato che questo numero ha per me. È, infatti, il giorno di nascita di mio padre che, purtroppo, è venuto a mancare qualche anno fa”.

 

- Ti aspettavi una prima fase così equilibrata?

“Sinceramente non mi aspettavo una prima fase così equilibrata. Abbiamo avuto sicuramente dei problemi all’inizio ma è normale quando si è un gruppo tutto nuovo. Adesso, però, le cose vanno per il meglio e dobbiamo continuare su questa strada”.

 

- Quali saranno le insidie maggiori durante la seconda fase?

“Saranno sicuramente campi caldi, nuovi e che non conosciamo. Magari queste trasferte un po’ più lunghe a cui non siamo abituati potrebbero rivelarsi vere e proprie insidie, ma sono certo che riusciremo a superarle tutte come fatto finora”. 

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