Tip-Off

Tip-Off | Francesco Lobasso

14.03.2019

E' Francesco Lobasso il protagonista di questo nuovo appuntamento con Tip-Off, la rubrica di approfondimento settimanale sui giocatori del Basket Club Città di Cerignola. Nato a Foggia, classe ’95, rappresenta il terzo rinforzo del sodalizio ofantino per la nuova stagione in Serie D, al via in ottobre. L’esperta guardia foggiana vanta un curriculum di tutto rispetto avendo vestito le blasonate divise di Cestistica San Severo (DNG), Diamond Foggia (Serie C) e Vis Reggio Calabria, sempre in Serie C. Con la compagine calabrese, infatti, disputa ben quattro campionati di C e, nella stagione appena trascorsa, trova la sua consacrazione mettendo a segno 15.1 punti di media a partita.

 

- Come è nata la tua passione per la pallacanestro?

“Ho iniziato tardi con la pallacanestro, ero reduce da sette anni di calcio. Iniziò un po’ per caso e per curiosità, i miei due cugini praticavano questo sport, e in estate andai a fare qualche tiro al campetto con loro e da quel momento in poi non ho più smesso. Ricordo che a casa rimasero tutti sorpresi da questa mia scelta. Tutta la mia famiglia, come si suol dire, vive di pane e pallone".

 

- Oltre al basket segui altri sport? Sei tifoso di qualche squadra in particolare?

“Seguo quasi tutti gli sport, ma in particolare tennis e calcio. Sono tifosissimo della Juve da quando sono nato e, per un paio di anni, nei weekend non esistevo per nessuno, ore e ore di pullman per seguire la mia squadra in ogni parte dell'Italia”.

 

- Hai molti tatuaggi sul corpo, ci diresti a quale sei più legato e il significato di essi?

“I tatuaggi fanno parte di me, hanno tutti un significato particolare e descrivono la mia persona. Sicuramente quello a cui tengo di più, è sul braccio sinistro. Una stella con l’iniziale della persona che è stata la più importante della mia vita, e che purtroppo adesso non c’è più. Altri di qualsiasi tipo, lo stemma della Juve sul polpaccio, una frase di Bob Marley e tanti altri, tutti con un significato particolare”.

 

- Hai trascorso tre stagioni a Reggio Calabria, quali sono i momenti che ricordi con più emozione?

“Ne potrei elencare una marea, tre anni non sono pochi. Cestisticamente parlando, ricordo la partita che vincemmo in casa contro Lamezia, loro erano primi e noi secondi. Eravamo sotto di 5 ad un minuto o poco più dalla fine, vincemmo di un punto e feci sei punti di fila. Fuori dal campo, invece, ho tantissimi ricordi che porterò sempre con me, ho conosciuto persone fantastiche che ormai fanno parte della mia vita. Quei tre anni trascorsi lì mi hanno fatto crescere e maturare tanto, non li dimenticherò mai”.

 

- Come è nata la scelta di approdare a Cerignola?

“Mi chiamò il mio procuratore un pomeriggio, spiegandomi il progetto. Ero molto entusiasta di tornare vicino casa e di far parte di questo ambizioso progetto, non ho esitato un attimo a scegliere Cerignola".

 

- Hai un tuo rito scaramantico prima di una partita o una colonna sonora ideale per darti la carica?

“Non sono un tipo superstizioso, ma sicuramente ho le mie abitudini prima di ogni partita. Preferisco rilassarmi ascoltando musica, la tensione prima della partita preferisco farmela venire nel momento in cui si sta per iniziare. Amo trasformare quella tensione in adrenalina quando si mette piede in campo".

 

- Raccontaci un po' il Francesco fuori dal campo. Cosa fai quando non sei impegnato con la pallacanestro?

“Quando sono a casa, la musica non manca mai. Adoro staccare da tutto e rilassarmi con la musica reggae. Non sono un grande amante della tv, la guardo poco, però non mi dispiace vedere un film ogni tanto. Amo stare in compagnia, per le chiacchierate con gli amici devi sempre ritagliarti del tempo".

 

- Ti aspettavi un inizio così importante in questa seconda fase?

“Con presunzione, posso dire di sì. In queste ultime settimane ci siamo allenati forte e stiamo acquisendo giorno dopo giorno la consapevolezza di ciò che siamo. Era fondamentale partire col piede giusto, ma non abbiam fatto ancora nulla. La strada è ancora lunga, ma sicuramente è quella giusta".

 

- Sabato la trasferta di Mesagne. Che gara ti aspetti?

“Una sfida come tutte le altre, ogni partita deve essere una finale per noi. Dobbiamo arrivare con la mentalità giusta e con la stessa determinazione con il quale abbiamo affrontato queste prime due partite. Siamo la squadra da battere? Solo il campo potrà dirlo. La palla è rotonda e si parte sempre da zero a zero, concentrati e senza mai sottovalutare nessuno". 

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